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Come realizzare una mobilità sostenibile in Umbria

1. Progetto di mobilità sicura e sostenibile per la E45

Le E45 nel tratto Orte - Cesena è la più lunga superstrada d'Italia senza pedaggio.
Questa è una distorsione della logica che regola la mobilità, dove la mobilità a lunga percorrenza è sottoposta a pedaggio, sia per una questione di compartecipazione dei costi, sia per disincentivare il trasporto su gomma a favore di una mobilità più sostenibile.
Le E45 viene abitualmente usata dai TIR in alternativa all'autostrada del Sole soprattutto nella direttrice da Napoli e Roma al nord-est; i camion percorrono la E45 e poi la statale Romea, una delle strade più pericolose d'Italia.
L'assenza di pedaggio è quindi un incentivo implicito al trasporto su gomma, e aumenta il traffico pesante su strade statali non adatte a sopportare questo traffico, aumentando il tasso di incidenti e di mortalità lungo la Romea.


L'ipotesi di trasformazione della E45 in autostrada è stata abbandonata per i costi eccessivi, il progetto ora è quello di una messa in sicurezza di questa direttrice, mantenendo la superstrada senza pedaggio e intervenendo sulla statale Romea, con previsioni di un forte aumento del traffico.
Le soluzioni alternative a questo stato di cose però esistono, con risultati efficaci, costi limitati e ampiamente ricoperti dalle entrate future.
In Veneto c'è il progetto di una superstrada che prevede il pagamento di un pedaggio. Nel 2011 si era già discusso in Parlamento della possibilità di sottoporre a pedaggio raccordi autostradali e superstrade, proposta che però prevedeva un pedaggio non selettivo.
In Irlanda esiste un sistema di pagamento del pedaggio senza barriere.
La Pedemontana Lombarda è la prima autostrada in Italia dove in alcuni tratti esiste un sistema di pagamento del pedaggio senza caselli.
Nel progetto, ora abbandonato, dell'autostrada Tirrenica si prevedevano "ampie esenzioni al pedaggio per i residenti (da ottenere con barriere a elevata distanza e uscite aperte tra una barriera e l'altra, per cui alla fine paga solo chi compie lunghe percorrenze)."
Il futuro, a detta dell'ex-amministratore delegato Moretti di Ferrovie dello Stato, è relegare al traffico su gomma solo le distanze brevi.
A Roma si pensa di far pagare di più chi arriva da lontano.
In Svizzera e in Germania il pedaggio è differenziato in base a peso del veicolo, distanza percorsa, emissioni inquinanti, con sistemi di pagamento telematici realizzati in alcuni casi senza barriere e caselli.
Il Ministro dei Trasporti Del Rio ha posto come elemento fondamentale nello sviluppo delle infrastrutture l'uso delle tecnologie digitali.
Tutte soluzioni già attuate o attuabili, a costi ridotti e facilmente ammortizzabili con le entrate da pedaggio.


La soluzione fattibile e a costi rapidamente ammortizzabili è quella di trasformare la E45 in una superstrada a pedaggio selettivo, dove paga solo chi percorre lunghe distanze e in misura maggiore i mezzi più inquinanti, salvaguardando le esigenze di mobilità dei residenti, attraverso sistemi telematici di rilevamento del pedaggio a elevata distanza, senza caselli e con uscite aperte.

In una prospettiva più ampia, questa proposta si inserisce in un quadro generale dove il pedaggiamento non è solo uno strumento per far compartecipare ai costi gli utenti, ma anche uno strumento di governo della mobilità, utilizzando la tariffazione in modo da premiare i comportamenti virtuosi, e in particolare per ridirezionare il traffico di lunga percorrenza per il trasporto merci verso una mobilità sostenibile, e in una prospettiva ancora più avanzata, anche il traffico privato.

Nella prospettiva di una mobilità sostenibile, il traffico di lunga percorrenza su gomma per il trasporto delle merci è fortemente disincentivato a favore del trasporto su ferro, utilizzando i TIR solo per l'ultimo tratto. Questo risponde anche a criteri di efficenza economica, e quindi di un uso ottimale delle risorse e di riduzione degli sprechi.

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E45

Aggiornamenti

- A dicembre 2016, il progetto sulla E45 è stato inviato a un dipartimento competente della Direzione generale dell'Anas, che a febbraio ha risposto che il progetto rientrerà nelle valutazioni sui futuri lavori sulla E45
- A febbraio e marzo 2017, il progetto è stato presentato a Legambiente Umbria, Cittadinanza Attiva Umbria e Italia che Cambia, e sono stati avviati dei contatti con un consigliere regionale della Regione Umbria
- Ad aprile 2017, il progetto è stato integrato con i punti sulla logistica integrata e sui pendolari
- A maggio 2017, il progetto complessivo ha avuto un parere positivo da Anna Donati, esperta in mobilità sostenibile
- A luglio 2017, il Dipartimento di Scienze e metodi dell'Ingegneria dell'Università di Modena e Reggio Emilia, che organizza il Master in Design & management dei servizi integrati, ha manifestato la propria disponibilità a valutare una collaborazione per la messa in opera di questo progetto



2. Sperimentazione di una logistica delle merci integrata

Il pedaggio selettivo della E45 è solo il primo passo, il secondo è sperimentare un sistema di logistica delle merci integrato.
Cosa vuol dire?
Significa abbandonare l'attuale situazione dove la scelta del mezzo di trasporto per le merci avviene unicamente tra vettori privati che competono in base al minor prezzo. Il sistema integrato invece prevede un ruolo importante del pubblico per governare la logistica. L'amministrazione pubblica può progettare un sistema dove i criteri sono la sostenibilità ambientale e sociale, e l'efficienza a livello di sistema economico.
Come si fa?
In Umbria esistono già delle piattaforme logistiche che servono a creare un sistema di trasporto inter-modale (scambio da trasporto su rotaia a gomma e viceversa), che però hanno un impatto molto limitato. L'obiettivo è quello di farne un centro di sperimentazione di una logistica davvero integrata.
E' possibile individuare una filiera produttiva e progettare lo spostamento dei suoi approvvigionamenti provenienti da fuori regione su rotaia, usando le piattaforme logistiche per l'ultimo tratto locale.
Questa proposta si integra con quella del pedaggiamento selettivo sulla E45, perchè muove la mobilità umbra verso un sistema moderno e sostenibile del trasporto delle merci.
Perchè agire su un'intera una filiera produttiva?
Perchè in questo modo si può sperimentare un modello che funziona su un micro-sistema economico, che poi può essere replicato in altri settori.
L'uso degli incentivi e disincentivi economici infatti crea distorsioni e inefficienze, che potenzialmente potrebbero avere pesanti conseguenze sociali e scarso impatto sul miglioramento della qualità ambientale. E queste conseguenze sono più facili da gestire su piccola scala che su grande scala, e su un sistema semplice piuttosto che su uno complesso.

Un modo efficiente per convertire la mobilità verso modelli più sostenibili e moderni è quello di partire dalla riconversione di un solo settore, perchè in questo modo gli effetti distorsivi dei meccanismi di incentivazione possono essere gestiti e ridotti in una prospettiva di sistema, e in una scala più piccola.
Facendo un esempio, è più agevole riconvertire il settore della moda e poi replicare il modello sul settore alimentare, piuttosto che intervenire in una volta sola sull'intero sistema di mobilità umbra.



3. Incentivare l'uso della ferrovia da parte dei pendolari

Anche su questo punto si predilige un approccio sistemico e selettivo rispetto ai classici incentivi indifferenziati, tipicamente lo sconto generico sull'abbonamento.
L'obiettivo è creare un sistema di trasporto pubblico che offra servizi centrati sui pendolari, con corse veloci dei treni dalle città intorno a Perugia, e un sistema di trasporti a Perugia che offra servizi disegnati sulle esigenze dei pendolari: per questo serve una mappatura delle esigenze dei pendolari e disegnare linee bus e treno su queste esigenze. A questo punto intervengono gli incentivi economici, premiando i pendolari che utilizzano questi servizi a loro dedicati. In questo modo gli incentivi economici sono davvero mirati ed efficaci.

Alcuni esempi di misure mirate: prevedere formule di abbonamento treno + bus scontate dedicate specificatamente ai pendolari, creando convenzioni con le aziende per le quali lavorano. Oppure creare linee bus dirette dalle stazioni ferroviarie alle aree industriali o alle aziende maggiori, negli orari di ingresso e uscita dal lavoro.
Pensate che un pendolare che abita a Città di Castello o Foligno e si reca ogni giorno a Perugia non rinuncerebbe all'auto se avesse a disposizione una linea diretta del treno e poi del bus, magari a prezzo agevolato?





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