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Terremoto Centro Italia 2016: progettare la ricostruzione e gestire l'emergenza per il bene comune

Gestire l'emergenza

Sembra che l'unica soluzione siano le tende e i container. Non è vero.
La soluzione alternativa, e di buon senso, è creare un sistema di ospitalità diffusa, a partire dai Comuni limitrofi al cratere del terremoto, che comprenda alberghi e strutture ricettive private, edifici pubblici e privati inutilizzati che siano riadattabili a struttura di ospitalità, e mettere in contatto le offerte di ospitalità con le persone che ne hanno bisogno. A questo si dovrebbe aggiungere un sistema di traporto efficiente dai comuni limitrofi alle zone del sisma per chi ci lavora. Basterebbero poche settimane. Di container ne servirebbero pochissimi. Le persone vivrebbero in modo decente fino a quando saranno pronte le casette di legno.
Questo sistema permetterebbe di realizzare una gestione pubblica e partecipata dell'emergenza, fondata su una visione globale ed evitando interventi scollegati.
Le persone che sono rimaste senza casa ora si sentono abbandonate a se stesse, e cercano di arrangiarsi come possono, proprio perchè manca una gestione di questo tipo dell'emergenza. Chi ha meno disponibilità economiche o ha necessità irrinunciabili si deve accontentare di soluzioni che creano molti disagi.
La richiesta delle persone colpite dal terremoto del 2016 è quella di restare vicini ai paesi di origine attraverso soluzioni dignitose.

Questa è la soluzione proposta da Abitare Gea:

Quindi la soluzione per gestire l'emergenza può essere usare il patrimonio abitativo inutilizzato nei Comuni limitrofi e organizzare un sistema di trasporti efficiente dai comuni limitrofi alle zone terremotate.
Come è possibile fare questo?
Creando un piano integrato che offra garanzie a chi rende disponbili gli edifici, che offra un'adeguata informazione e comunicazione a tutta la popolazione coinvolta, con strumenti normativi d'emergenza attivabili solo in casi di calamità naturali come questa.
Si può fare, basta solo la volontà di farlo e la necessaria capacità di avere una visione d'insieme della situazione.
Insomma serve una pubblica amministrazione che guardi al bene comune e popolazioni che partecipino attivamente a questo processo. Un piano del genere permetterebbe di non sradicare la popolazione, e di salvare molte delle attività economiche che altrimenti non sopravviverebbero a uno stop alle attività lungo mesi se non anni.

E questo piano non potrebbe valere solo per il terremoto del 2016 di Amatrice e Norcia, ma può valere anche per il futuro: un piano del genere può essere preparato per ogni calamità naturale futura, attivabile da subito dopo l'evento disastroso. Le popolazioni colpite passerebbero direttamente nelle strutture di ospitalità diffusa, saltando il lungo passaggio nelle tende e nei container se non in casi limitati.

Terremoto Centro Italia 2016 Castelluccio di Norcia

Gestire la ricostruzione: mettere all'opera il saper fare

L'attivazione del piano sopra descritto per gestire l'emergenza è già un primo passo nella ricostruzione, perché, come già detto, permette di mantenere le popolazioni vicine alle zone colpite, e quindi di salvare molte attività economiche altrimenti destinate alla chiusura.
Il primo obiettivo deve essere quello di salvare dove possibile il tessuto economico. Quindi, salvaguardare dove possibile il tessuto sociale che tiene in vita le attività economiche.
Come è possibile farlo?
Mantenendo le popolazioni vicine ai luoghi d'origine, fin dalla fase d'emergenza. Con il piano d'emergenza sopra descritto è possibile farlo attivando da subito un piano di trasporti efficiente.
Nella seconda fase, quella della costruzione delle abitazioni provvisorie, cioè le casette di legno, queste devono riprodurre dove possibile, e nel rispetto del rischio sismico, il tessuto sociale antecedente: l'errore da evitare è quello di sradicare le popolazioni, che ne impoverisce il tessuto sociale e quindi la capacità di sviluppo economico del territorio.

Sfruttare le opportunità.
Pur essendo una tragedia, la calamità naturale apre delle opportunità da cogliere.
La ricostruzione degli edifici e delle attività economiche può essere l'occasione per migliorare gli standard qualitativi, non solo in senso anti-sismico.
La ricostruzione degli edifici può essere un'opportunità per elevare gli standard abitativi e costruttivi: non solo case sicure, ma anche eco-compatibili, tecnologiche. Ricostruire usando le tecniche della bioedilizia e della domotica.
La ripresa dell'economia e la riparazione dei danni alle attività economiche può anch'essa avvenire migliorando gli standard qualitativi, l'intensità tecnologica e innovativa, l'eco-compatibilità delle attività.
Come è possibile ottenere questo risultato?
Nessun contributo a pioggia, ma programmazione, progettazione, collaborazione, mettere a sistema le capacità di innovazione del paese.
Superare la valutazione burocratica delle richieste di contributi, in base alla rispondenza ai requisiti formali di legge. Superare i contributi a pioggia. Il ruolo dell'amministrazione pubblica non è quella di rifondere i danni, ma realizzare una buona ricostruzione.
Una programmazione che metta al centro due cose: le esigenze della popolazione, e le capacità di innovazione di questo paese.
Ora c'è una burocrazia che distribuisce contributi.
Quello che serve invece è co-progettare la ricostruzione: da una parte la popolazione con le sue esigenze, dall'altra coloro che hanno le conoscenze e le competenze per dare una risposta a quelle esigenze e alle necessità della ricostruzione.
Persone che hanno le giuste conoscenze invece di burocrazie.

In questo paese ci sono tesori di conoscenze su come poter realizzare una ricostruzione efficiente, eco-compatibile, vicina alle esigenze della popolazione.
Ma non si riesce a metterle in opera. Perché? Non possiamo renderlo possibile, ora?
Realizzare una buona ricostruzione può non essere così difficile: invece di affidare tutto alle burocrazie, mettere all'opera il saper fare.
Ci sono da ricostruire gli edifici? Abbiamo eccellenze nella bioediliza, nella domotica, nell'internet of thing. Case efficienti ed eco-compatibili sono un risparmio per la collettività ed un investimento con un ottimo ritorno.
C'è da far ripartire l'economia di quelle zone? Abbiamo eccellenze in ogni settore economico in questo paese, diamogli lo spazio che meritano.

Come per l'emergenza, anche questo è un piano che non vale solo per le zone colpite dal terremoto del 2016, ma può valere per il futuro: preparare un piano per la ricostruzione attivabile nelle sue linee generali subito dopo il verificarsi di una calamità naturale.


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Cos'è Abitare Gea


Abitare Gea facilita la creazione di comunità sostenibili per cohousing, ecovillaggi, cofarming